E invero, una proposizione è di per sé evidente dal fatto che il predicato è incluso nella nozione del soggetto, come questa: l'uomo é un animale; infatti animale fa parte della nozione stessa di uomo. Si tratta di stabilire se i concetti o le convenzioni ("cose" generate dalla mente umana e a cui si è attribuito consensualmente un nome cioè li si è identificati) abbiano la proprietà dell'esistenza, situazione che nel sentimento comune si riserva praticamente alle "cose" percepibili con i sensi (il pianeta Venere, il nonno, una montagna, la zanzara, la pizza, il virus dell'influenza, il telefonino, ecc.). Da ciò la sua critica a Cartesio, che non avrebbe potuto affermare «penso dunque sono», bensì «penso dunque esisto». Esso attiene perciò anche alla dimensione del divenire. «ESSERE, manifestamente, non è un predicato reale, cioè un concetto di qualche cosa che si possa aggiungere al concetto di una cosa. h��X�n�8���wQdG�]@ q��ݤ��I/�恑[[Yrti�~�ΐ�,���E�}X���!9g�P��,�{��.�}ƃ���=,�̱C�G̵\X�Ŷ�3����?>y��q��X�b"���l�[, A4(dv���u|Z̉p��3�����ثW0�Ӽ/D,�P����.�����:W�����M�`f�F��Y��C�T�֡Cʨ�Gj��O È fatta! Existence. dall'esperienza e tuttavia se si pretende che sia il mondo a conformarsi ai concetti innati dell'intelletto si cade nel problema irrisolto di tutta la metafisica Kant (cfr. Mi riferisco innanzitutto a Gottlob Frege e a Bertrand Russell (foto in alto). Così, come vi avevo detto, in quest'ultima lezione di insiemistica vi spiegherò la relazione che si instaura fra l'insiemistica e la logica matematica, nell'argomento che sarà la logica dei predicati.Dopo quest'argomento spunterà qualcosa che comincerà ad assomigliare ai numeri! Quindi l'esistenza di Dio è di per sé evidente. l’affermazione che x esiste (∃x) non equivale a quella che predica di x l’esistenza (∃x)(∃x); l’esistenza e’ George Edward Moore, L’esistenza è un predicato? Tutte le altre perfezioni di Dio sono attribuibili a Lui come predicati ella soggettività di Dio. L’esistenza di un ente non è un predicato che definisce una cosa e le sue proprietà; una volta che ho endstream endobj startxref 0 %%EOF 83 0 obj <>stream Oppure sarebbe arduo negare l'intuitiva ed immediata esistenza di un sentimento che si nutre, di un pensiero che si ha in animo, di una conoscenza appresa e utilmente impiegata. Eccovi la somiglianza di quest’oggi: Somiglianza Pupo e Dudley Moore (da Twitter). Essendo causa sui, cioè causa di sé, in Dio è presente un fondo oscuro dal quale Egli emerge, rivelando se stesso e attestando la vittoria della luce sulle tenebre. E in effetti Frege era giunto alla medesima conclusione di Kant: «È proprio perché l’esistenza costituisce una proprietà del 2. è un giudizio, infatti nella sua espressione più compiuta può essere così formalizzato: Io (sogg.) h�bbd``b`j�@��%��`l+Ab]@Br���$���V?�������p����6�ƹ� �� Pensiero e vita del filosofo. La prova ontologica di Cartesio dimostra solo la possibilità logica di Dio. Tuttavia, sono ben pochi i filosofi che vi si sono rifatti (perlopiù infatti è la corrente del materialismo ad averla ripresa; ma tutto il resto della storia del pensiero non ha potuto fare a meno di rilevare la non rigorosità e la problematicità di questa visione: infatti, come posso essere sicuro che “ci siano” degli oggetti e che non si tratti di una mia illusione? Si è certi infatti che la materia oscura esiste, ma non si sa ancora di quali particelle sia costituita. ... non per noi; secondo, in se stessa e anche per noi. In questo senso l’obiezione di Kant 3 all’argomento ontologico di Anselmo, e cioè che “l’esistenza non è un predicato”, non è più stringente se ammettiamo che ci sono oggetti inattuali. 19-65; G. E. Moore, «L’esistenza è un predicato?» [1936], in Id., Metafisica. Si ricordino, tra le altre, le posizioni di Martin Heidegger e di Jean-Paul Sartre. Dio stesso, secondo Schelling, non solo è, ma esiste, perché è un Dio vivente in divenire. Per Kierkegaard l'esistenza diventa una "possibilità" tipica dell'uomo di stare nel mondo e di confrontarsi con esso e con Dio.[10]. Essendo la storia una dimensione propria soltanto dell'uomo (e conoscibile solo in quanto tale), ciò che l'uomo è o fa diviene storicizzabile e reale solo per il suo specifico modo di estrinsecarsi e di esistere. Si potrebbe assumere questo punto di partenza per definire l'esistenza in negativo: possiamo dire che un oggetto è reale se non è semplicemente frutto dell'immaginazione di qualcuno, o che esso fa parte del presente in quanto non appartiene né al passato né al futuro. Nella filosofia angloamericana probabilmente la questione più dibattuta intorno all'esistenza è “di che tipo di concetto si tratti”, ovvero quale funzione svolga nel linguaggio, sia quello naturale sia quello formale. Questi quattro interrogativi sono al centro dell’attuale dibattito filosofico e in particolare della disciplina che comunemente chiamiamo "ontologia". Risposte al Giornale dei Letterati d'Italia, L'esistenza e il logos. Ma si ritiene in generale che la questione non possa essere posta in questi termini, e che semplicemente l'esistenza non possa essere definita (almeno non in termini così rigorosi). È allora possibile dare le seguenti definizioni: Questa è la definizione che deriva dal senso comune dell'esistenza. Schelling vede in particolare nel Cristianesimo una religione positiva dal carattere intimamente storico, che attesta la vita e l'esistenza concreta di Dio. Già l'antichissima filosofia indiana si interrogava sul problema della percezione illusoria. Prova cosmologica: tramite il rapporto di causa-effetto non si può risalire alla causa prima (Dio) in quanto al di fuori del mondo sensibile, quindi oltre i limiti. (predicato). Esso rappresenta un concetto affine a quello che il termine ha in ambito filosofico; costrutti come (∃x) P(x) possono essere letti come "esiste almeno un x che soddisfa il predicato P". Ma se l'esistenza può avere diversi significati, cosa vuol dire per il senso comune che un oggetto fisico “esiste”? Se è analitica, allora voi, con l’esistenza della cosa, non aggiungete nulla al vostro pensiero della cosa; ma allora o il pensiero, che è in voi, dovrebbe essere la cosa stessa, o voi avete supposta un’esistenza come appartenente alla possibilità e poi avete fatto mostra di dedurre l’esistenza dall’intera possibilità. 1. Qual è la natura degli oggetti materiali del mondo che ci circonda? Questi diede vita alla corrente denominata appunto "esistenzialismo", che studia l'esistenza umana nel suo aspetto storico e concreto. Esistenza e relatività concettuale Presentazione personale, a cura di E. Coccia, Macerata, Quodlibet 2003, pp. "Esistenza" significa etimologicamente stare da, perché deriva dal composto latino ēx + sistentia,[1] che vuol dire avere l'essere da un altro, esterno a sé. "Kant abbiano consistenza ontologica tipica del reale (posizione realista) oppure siano solo parole esplicative rappresentanti concetti generali (cioè categorie semantiche non dotate della proprietà dell'esistenza) che si utilizzano quando non si sta parlando di loro determinate istanze spazio-temporali (posizione nominalista). Dove andiamo? nonché agli oggetti matematici (numeri, insiemi, operatori). L’esistenza di S é assicurata dall’assioma di sostituzione. Esistenza e impegno ontologico Willard Van Orman Quine, Su ciò che vi è 24 1.3. In questa lezione: le "soluzioni" kantiane alle antinomie, la critica alla prova ontologica, la tesi kantiana "l'essere non è un predicato reale" inserita nel contesto della storia della concezione dominante sull'essere, da Parmenide alla logica predicativa standard, secondo Francesco Berto (L'esistenza non è logica.Dal quadrato rotondo ai mondi impossibili, Editori Laterza 2010.) infatti, compare un termine – l’e’ esistenziale - che viene impiegato come predicato di qualcosa. L' esistenza è un predicato, e un predicato non logico perché non esistono necessariamente tutte le cose di cui si può parlare. [5] A differenza dell'essere in atto, che 'è' per necessità, l'esistenza possiede solamente la possibilità di essere, per via della quale essa risulta ancora protesa verso la realizzazione compiuta di sé. Nell'ambito della contrapposizione tra "essenza" ed "esistenza", il teologo Anselmo d'Aosta riteneva che la prova dell'esistenza di Dio fosse riposta nella sua perfezione, giacché nell'idea di perfetto è implicita l'esistenza, che è parte fondamentale dell'essenza stessa. Del resto, poiché comunemente è comunque comprensibile cosa si intenda per “esistenza fisica”, si ritiene che una definizione tanto rigorosa non sia necessaria. Per non parlare di tutti coloro che, in base ad una qualsiasi fede religiosa, sostengono l'esistenza, ad esempio, di una o più divinità o della reincarnazione o dell'anima o del diavolo o dei relativi luoghi oltremondani (cose che, dal punto di vista empirico, rimangono essenzialmente strutture teoriche). Un altro modo di considerare e verificare l'esistenza o meno di qualcosa è di considerarlo in base alla sua effettualità, cioè alla sua capacità di produrre effetti su qualcos'altro. L'esistenza delle … Basti pensare ad un'opera artistica non di tipo figurativo (come una statua): chi metterebbe in dubbio l'esistenza dei Promessi sposi? 1.5. In maniera piuttosto interessante, inoltre, Raimon Panikkar ha riflettuto sulla relazione tra l'esistenza degli oggetti e quella della coscienza, ritenendole inseparabili. o alle proposizioni ("Giovanni ama il suo violino") o agli enti trascendenti/fantastici (dio, paradiso, il cavallo alato, ecc.) George Edward Moore, L’esistenza è un predicato? Etimologia e significato del termine "Esistenza" significa etimologicamente stare da, perché deriva dal composto latino ēx + sistentia, che vuol dire avere l'essere da un altro, esterno a sé. Si tratta pertanto di un post leggero, senza alcun fine se non quello di constatare o meno l’esistenza di qualche analogia tra due persone note. Filosofia, esperienza religiosa, Rivelazione, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Esistenza&oldid=117412200, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Predicati. Nell'Unico argomento possibile per dimostrare l'esistenza di Dio, afferma che l'esistenza non è un predicato che essere dedotto dall'essenza di una cosa o da qualche ragione precedente. Questa tensione gli proviene da Dio, motore immobile nel quale l'esistenza è divenuta pienezza dell'essere perennemente in atto. Rudolf Carnap, Empirismo, semantica e ontologia . Un altro importante (ma meno del precedente) argomento di discussione è se la parola 'esistenza' o 'esistere' possa essere esaminata dal punto di vista filosofico, o definita oppure spiegata e, in quest'ultimo caso, quale spiegazione possa darsene. Forse il senso più diffuso del termine riguarda l'essere in un certo momento, nel presente, piuttosto che nel passato o nel futuro. Aristotele concepisce l'esistenza come sinolo, ossia unione di materia + forma. L'esistenza non è un predicato. Si arriverebbe al paradosso per il quale la branca specifica della filosofia che studia l'esistente, essendo per definizione una metodologia teoretica ovvero puramente speculativa, "potrebbe" non esistere essa stessa. I modi dell’esistenza Gilbert Ryle, Esistenza ed errori categoriali 43 1.4. Se noi per affermare l’esistenza di Dio formuliamo una proposizione del tipo Dio è esistente, allora attribuiremo a Dio l’esistenza come suo predicato, come sua qualità. Questioni esistenziali interne ed esterne Rudolf Carnap, Empirismo, semantica e ontologia 45 1.5. h�b```f``��W��(�����1~:��p�P\,�x��2W�� b b�,00Ҝ@��b�c�)/t?��0c�CM�� ��0���@��o v� endstream endobj 53 0 obj <> endobj 54 0 obj <> endobj 55 0 obj <>stream Questioni esistenziali interne ed esterne. Il caso più noto è quello della materia oscura, che costituirebbe oltre il 95% della massa totale dell'universo, mentre la materia conosciuta (fermioni + bosoni) sembra rappresentare solo il 5% del totale. Da dove veniamo? Poiché l'insieme di attributi è finito, ogni schema di relazione ha (almeno) una chiave. Dunque, l’esistenza non può in nessun modo essere un predicato al pari di buono, onnisciente e onnipotente – per restare sulle qualità di Dio. Un altro tema di indagine dell'ontologia è quella di stabilire se sia possibile e in che termini attribuire l'esistenza agli enti astratti (la pace, la paura, l'idea, l'eternità, la poesia, il governo, ecc.) logica è semplicemente il riflesso “reale”. Frege e Russell hanno eseguito due mosse: (1) hanno sistematizzato lo slogan “l’esistenza non è un predicato” (presentato già da Hume e Kant) e (2) hanno ridotto la nozione di “esistenza” a quella, più sofisticata, di “quantificazione”.